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Un matrimonio e mille funerali

  

  Testo del 11 giugno 2002 HomePage  

Quest'anno il campionato stagionale dei matrimoni finirà con la cerimonia di chiusura del 6 luglio.
Prendete una cartina dell'Europa continentale e trovate Angoulême. Anche nel caso capitasse sotto il polpastrello dell'indice, sarebbe stolto tirare un sospiro di sollievo dal momento che la mitica "Charente" francese rappresenta un tipico paradosso spazio-temporale del 21º secolo.


Chi vi dice che la Francia è di gran lunga più moderna dell'Italia solo perché ha:
1) girovagato per la Parigi mitterandiana e/o
2) visto le luci nei tunnel della costa azzurra e/o
3) zifonato una francofona ai tempi dell'università,
non ha ancora capito che la Francia sta alla modernità come Pantani alle salite (a volte sì, a volte no).
Ma lasciamo le contraddizioni della Francia e di chi pretende conoscerla, e torniamo alla ridente Angoulême che possiede la deliziosa caratteristica di non essere raggiungibile, né via mare, né via treno, né via aereo, né via autostrada. Il provvidenziale sito Michelin ci dice che dalla capitale mondiale della mortadella bastano appena 1.163 Km per raggiungerla via terra.

Se un C 130 della NATO riuscisse a rifornirmi di gasolio in volo, se espletassi le mie funzioni fisiologiche in un capiente pannolone, se mangiassi con l'ausilio di sonde, se potessi evitare code, rallentamenti, multe, temporali, incidenti, esodi estivi, agguati malavitosi, me la caverei, con un tempo di percorrenza di appena "11 ore e 7 primi" di automobile.

Alla vista della ridente città, il viaggio, da sfida per la sopravvivenza, si trasforma a caccia al tesoro. La penultima fase della ricerca del castello di famiglia prevede, infatti, l'estrazione del cartoncino d'invito dove una incomprensibile mappa, rende vana la speranza di utilizzare moderne bussole satellitari e visori infrarossi notturni.
Già mi vedo partire indomito per polverose stradine di campagna dopo aver sfondato il parabrezza a calci ed aver addentato un sigarone cubano.
Il tesoro, come ogni premio che si rispetti, merita, però, anche una giostra automobilistica dal retrogusto medioevale. Il raffinato cartoncino ci indica, infatti, che solo i primi 500 invitatati potranno parcheggiare dentro i giardini del castello. Nota che apprezzo ma che non basta a farmi desistere dall'idea di portarmi una tanica di antrace e un paio di cinture esplosive palestinesi.
No, signori miei, in me non cova un "no global frustrato" bensì un "global frustato".
A scanso di equivoci, segnalo che l'organizzazione della corsa ha già fatto pervenire ai vari team il regolamento secondo il quale il giorno del matrimonio non sarà possibile fare il bagno nella piscina annessa alla magione.
La mancanza di note sulla possibilità di contare su un'unità mobile della Croce Rossa e su un box di meccanici rende l'atmosfera ancora più eccitante.
Benissimo il castello di famiglia, l'ambientazione tardo-gotica che solo una regione sperduta nel cuore di una grande nazione può dare, nonché una spruzzata di mille invitati ma era proprio necessario sposarsi nel periodo più caldo dell'anno?

Non cercando di comprendere la Francia (che si ama e/o si odia; punto e basta) e tanto meno i Francesi, chiudo con due interrogativi:
A) È il matrimonio che necessita di organizzazione o è l'organizzazione che necessita il matrimonio?
B) Meglio fare l'invitato "international mimetic" (fingere di interessarsi ai discorsi sull'incompatibilità di Le Pen nel sistema presidenziale francese) o l'invitato "italico classicus" (che sotto il completo grigio antracite ha il costume da bagno e cerca di istigare la ciurma di bambinetti alla rivolta per far togliere il telone della piscina)?

Honny soit qui mal y pense.

p.s. nel caso non ve ne siate accorti, ho utilizzato le parole "antrace" e "cinture esplosive" per verificare la teoria secondo la quale l'intelligence statunitense setaccia implacabilmente tutti i sistemi di comunicazione mondiale in cerca di informazioni sul terrorismo leghista. Inutile nascondervi che sono eccitato come una bertuccia tibetana.

 

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